Con l’omicidio stradale si aprono le porte del carcere: giovane condannato ad 11 anni

Condanna a 11 anni di reclusione per Manuel Bello, il 28enne di Ardea che lo scorso 27 luglio investì e uccise su via Pratica di Mare il 17enne Mirko De Pace. L’uomo fu arrestato con l’accusa di omicidio stradale in quanto provocò l’incidente sotto effetto di alcol e droga; inoltre non aveva la patente, perché gli era stata precedentemente sospesa per guida in stato di ebbrezza e guidava un’auto senza assicurazione. Il Tribunale di Velletri ha così emesso la sentenza definitiva del processo svolto con rito abbreviato e quindi con una pena decurtata già di un terzo.

Ma cosa sarebbe successo se l’uomo fosse stato giudicato prima dell’entrata in vigore della Legge n.41/2016? Molto probabilmente sarebbe stato condannato ad appena massima di due anni di reclusione che non avrebbe scontato in carcere poiché il nostro ordinamento stabilisce che le condanne al di sotto dei tre anni possano alternativamente essere scontate in affidamento ai servizi sociali.

Con l’introduzione della legge sull’omicidio stradale per i responsabili si aprono le porte del carcere. Il compito delle istituzioni e delle Associazioni come la nostra, Associazione Familiari e Vittime della Strada basta sangue sulle strade Onlus, deve essere quello di informare quanto più possibile l’opinione pubblica sulle conseguenze di questo reato per far comprendere cosa si rischia se non si rispettano le regole.

2018-09-13T17:24:40+00:00 31-marzo-2017|In Evidenza, News|0 Comments