“Contraffazione per equivalente”, così i giudici etichettano il Tutor

Dopo anni di battaglie legali, la Corte di Appello di Roma, Sentenza n. 2275/2018 del 4 aprile 2018, in applicazione dei criteri interpretativi enunciati dalla Corte di Cassazione che aveva annullato una precedente Sentenza della Corte di Appello, ha statuito che il sistema cosiddetto Tutor altro non è che una illegittima contraffazione di un precedente sistema, brevettato dalla società Craft S.r.l..

Infatti, assume la Corte territoriale, il “cuore” del sistema installato sulle autostrade è identico a quello del brevetto Craft S.r.l., essendo del tutto indifferente il diverso meccanismo di rilevamento dei veicoli in transito da parte delle stazioni collocate lungo la strada (cosiddette “spire induttive” in luogo delle “spire virtuali”). In altre parole, statuisce la Corte di Appello, nel caso di specie si è avuta una “contraffazione per equivalente”, in quanto il diverso sistema di rilevamento utilizzato da Autostrade dell’Italia non apporta nessun progresso all’invenzione brevettata dalla CRAFT Srl., anzi appare del tutto banale, privo di creatività e originalità perché rientrante nelle comuni conoscenze di un tecnico del settore.

2018-04-11T09:05:45+00:00 11-aprile-2018|Giurisprudenza|0 Comments