Cooking in the car 2017-10-04T13:46:15+00:00

Cooking in the car

Voleva essere solo una provocazione il contest “Cooking in the car” lanciato dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada basta sangue sulle strade Onlus, per sottolineare l’utilizzo improprio di mezzi di trasporto in diverse trasmissioni televisive targate Rai, Mediaset, Sky e La7, ad esempio “Inarrestabili” (Publitalia Branded Entertainment), “Singing in the car” (Magnolia), “Milano-Roma” (Magnolia), “Cash taxi” (Stilelibero Produzioni). Il paradossale format, che metteva in palio 500mila euro per colui che fosse risultato vincitore al termine di una sfida giocata a colpi di fornelli a bordo di un’automobile attrezzata allo scopo e guidata da un giudice-chef, è stato purtroppo preso d’assalto.

Le richieste di partecipazione sono, infatti, state migliaia, nonostante nel bando per la selezione dei fantomatici concorrenti fossero messi bene in evidenza i pericoli a cui si poteva andare incontro. Numerose anche le lamentele di persone profondamente contrariate dalla “bislacca” proposta lanciata proprio da parte di un’Associazione che tutela le vittime della strada.

L’intento dell’Associazione era quello di denunciare i tantissimi messaggi negativi che nel corso degli anni, e in particolar modo in quest’ultimo periodo, sono stati diffusi da programmi televisivi che utilizzano l’auto come uno studio televisivo. L’auto è un mezzo di trasporto e serve per spostarsi e non per cantare, ballare, raccontare storie o rispondere a dei quiz.

Anche il semplice parlare rappresenta una distrazione per chi guida e sebbene chi promuove questi programmi sottolinei che il tutto è condotto in sicurezza, di fatto costituiscono un modello fortemente errato per il pubblico. Con amarezza l’Associazione prende atto che la cultura della sicurezza stradale fa ancora fatica a radicarsi nelle coscienze, deviate dai cattivi esempi.

Voleva essere solo una provocazione il contest “Cooking in the car” lanciato dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada basta sangue sulle strade Onlus, per sottolineare l’utilizzo improprio di mezzi di trasporto in diverse trasmissioni televisive targate Rai, Mediaset, Sky e La7, ad esempio “Inarrestabili” (Publitalia Branded Entertainment), “Singing in the car” (Magnolia), “Milano-Roma” (Magnolia), “Cash taxi” (Stilelibero Produzioni). Il paradossale format, che metteva in palio 500mila euro per colui che fosse risultato vincitore al termine di una sfida giocata a colpi di fornelli a bordo di un’automobile attrezzata allo scopo e guidata da un giudice-chef, è stato purtroppo preso d’assalto.

Le richieste di partecipazione sono, infatti, state migliaia, nonostante nel bando per la selezione dei fantomatici concorrenti fossero messi bene in evidenza i pericoli a cui si poteva andare incontro. Numerose anche le lamentele di persone profondamente contrariate dalla “bislacca” proposta lanciata proprio da parte di un’Associazione che tutela le vittime della strada.

L’intento dell’Associazione era quello di denunciare i tantissimi messaggi negativi che nel corso degli anni, e in particolar modo in quest’ultimo periodo, sono stati diffusi da programmi televisivi che utilizzano l’auto come uno studio televisivo. L’auto è un mezzo di trasporto e serve per spostarsi e non per cantare, ballare, raccontare storie o rispondere a dei quiz.

Anche il semplice parlare rappresenta una distrazione per chi guida e sebbene chi promuove questi programmi sottolinei che il tutto è condotto in sicurezza, di fatto costituiscono un modello fortemente errato per il pubblico. Con amarezza l’Associazione prende atto che la cultura della sicurezza stradale fa ancora fatica a radicarsi nelle coscienze, deviate dai cattivi esempi.