L'ente gestore responsabile dei sinistri su strade maltenute anche se fissa un limite basso

150mila euro. A tanto ammonta il risarcimento che Anas dovrà versare agli eredi di un uomo finito in una scarpata a causa dell’assenza di un guard rail. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 15859 del 2015 che ha messo così la parola fine ad una vicenda che si trascinava dal 1992.

La sentenza è di particolare importanza perché stabilisce che se un tratto di strada è poco sicuro non basta fissare un limite di velocità bassissimo per scaricarsi da ogni responsabilità in caso di incidente. Dunque gli enti gestori della strada sono responsabili dei sinistri che vi accadono qualora non vi sia la dovuta manutenzione.

Nel caso di specie un uomo era finito fuori strada a causa della presenza di acqua e fango in gran quantità (dovuta ad una fontana fuori controllo) e dell’assenza sia di un segnale di pericolo, sia di un guard rail. L’unica cosa a protezione del bordo della carreggiata era un terrapieno che, è stato provato, non avrebbe tenuto all’impatto nemmeno se la velocità del conducente fosse stata adeguata.

In merito alla responsabilità di Anas i giudici di Piazza Cavour ritengono legittima l’interpretazione fatta dalla Corte d’Appello di Catanzaro che aveva affemato la responsabilità dell’ente gestore nonostante il conducente avesse superato il limite di 30 km/h stabilito per quel tratto.

2015-09-24T12:39:36+00:00 24-settembre-2015|Giurisprudenza, Senza Categoria|0 Comments