La nostra proposta: guida in stato di ebrezza, per il reo lavori di pubblica utilità presso Associazioni di vittime della strada

Come noto, l’art. 186 c.d.s. vieta espressamente di guidare in stato di ebrezza.

Più in particolare, la norma individua tre diverse condotte, diversificate in base al livello del tasso alcolemico rilevato, alle quali corrispondono diversi trattamenti sanzionatori, ovvero:

  • tra 0,50 g/l e 0,80 g/l: illecito amministrativo punito con l’ammenda da € 500,00 ad € 2.000,00, sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
  • tra 0,81 g/l e 1,50 g/l: ammenda da € 800,00 ad € 3.200,00 e arresto fino a sei mesi, sospensione della patente da sei mesi ad un anno;
  • oltre 1,50 g/l: ammenda da € 1.500,00 ad € 6.000,00, arresto da sei mesi a due anni, sospensione della patente da uno a due anni, confisca del veicolo anche in caso di sospensione condizionale della pena.

L’accertamento dei richiamati valori, molto spesso, è effettuato attraverso strumenti tecnici (gli etilometri) utilizzati dagli organi di controllo che presidiano le strade; è bene sapere che l’utilizzo di un apparecchio correttamente omologato, nelle forme e nei modi stabiliti dalla legge, ha valore di prova difficilmente superabile nel giudizio penale rendendo realisticamente improbabile una pronuncia assolutoria. Sul punto, è altrettanto bene sapere che il rifiuto a sottoporsi all’esame dell’etilometro comporta automaticamente l’applicazione della sanzione più grave.

Affinché l’istituto applicato abbia una reale capacità riabilitativa, la nostra Associazione ritiene favorevole il ricorrere, ove sussistano i requisiti, ai “lavori di pubblica utilità”.

In altre parole, il reo potrà “risarcire” la comunità attraverso l’esecuzione di lavori in favore della stessa non retribuiti. L’esito positivo del periodo lavorativo ha l’innegabile vantaggio di portare alla dichiarazione di estinzione del reato; inoltre il periodo di sospensione della patente di guida sarà dimezzato e la confisca del veicolo revocata.

L’imputato che intenda beneficiare dei lavori di pubblica utilità potrebbe rivolgersi, tra l’altro, anche ad Associazioni od Organizzazioni attive nell’ambito della sicurezza stradale come la nostra, predisponendo un programma di lavoro da sottoporre alla valutazione del Giudice.

2017-06-15T14:08:50+00:00 15-giugno-2017|News|0 Comments