Scatola nera, le assicurazioni spingono per il valore probatorio

Cresce il dibattito intorno all’utilizzo della scatola nera da installare sulla propria automobile e che assicura per questo forti sconti sulla polizza RcAuto. Secondo i dati dell’Ivass, infatti, la quota delle polizze abbinate al suo montaggio è passata dal 10,7% del totale dei nuovi contratti stipulati nell’ottobre 2013 al 13,8% di giugno 2015.

La diffusione maggiore dell’utilizzo della scatola nera sulla propria automobile si riscontra nelle zone dove il rischio di frode assicurativa è più elevato. Ma questa corsa al dispositivo non gode ancora dei provvedimenti attuativi Ivass previsti da tre anni per rendere più fruibili le scatole nere, impedimento che non scoraggia l’utilizzo ma che crea un gap dal punto di vista normativo.

Esiste il pericolo di nuovi contenziosi in quanto più dispositivi si trovano in circolazione maggiori sono le probabilità che subentrino criticità giuridiche che contraddicono la fama di “infallibilità” delle risultanze della scatola nera. A favorire l’utilizzo dei dati della black box in sede penale sono senza dubbio le compagnie assicurative in quanto questi non solo provano la dinamica del sinistro ma tutelano da eventuali frodi da parte dell’assicurato. Dunque, in sede penale è essenziale dimostrare l’assoluta integrità e fedeltà delle informazioni registrate e quindi il perfetto funzionamento del dispositivo caso per caso, in sede civile esiste una giurisprudenza secondo la quale le risultanze delle scatole nere sono state qualificate come riproduzioni meccaniche. Così si ha però un utilizzo generalizzato dei dati raccolti. Dalle diverse sentenze civili si evince che i dati prodotti possono essere valutati dal giudice quali elementi di prova ma non è detto che vengano accolti in giudizio. Spetta alla parte contro la quale le prove vengono fatte valere a dover contestare tempestivamente i risultati, in caso contrario il giudice può decidere se ritenerli congrui al fine della decisione, riservandosi di nominare anche un consulente d’ufficio.

Non è affatto semplice dimostrare il malfunzionamento della scatola nera perché essa presenta delle variabili legate agli algoritmi utilizzati e al tipo d’urto subito. Bisogna attendere quindi una miglior definizione della normativa che individui quegli standard di sicurezza finora mancanti che possano chiarire l’aspetto del valore probatorio del dispositivo.

2018-10-11T14:23:51+00:00 08-ottobre-2015|Assicurazioni|0 Comments