La Corte di Cassazione, con sentenza del 20 aprile 2023, n. 16754, ha sollevato importanti questioni riguardo alle responsabilità nell’ambito della gestione e manutenzione delle infrastrutture stradali, nello specifico sulla responsabilità dell’amministrazione committente e degli appaltatori.

Nel caso di specie l’incidente è stato causato dalla mancanza di adeguata segnaletica stradale e illuminazione in un tratto particolarmente pericoloso. Nonostante interventi di manutenzione precedentemente effettuati, le carenze rimaste hanno contribuito all’evento tragico, in cui un automobilista ha perso la vita.

La difesa degli imputati ha sostenuto che, con il contratto di appalto, l’amministrazione avesse trasferito agli appaltatori l’onere della sorveglianza e della manutenzione, svincolandosi così da responsabilità dirette. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto tale argomentazione, sottolineando il preciso obbligo dell’amministrazione committente di valutare situazioni di pericolo e intervenire, mantenendo un dovere di vigilanza e controllo sulle infrastrutture affidate.

La sentenza evidenzia che, se i funzionari pubblici avessero adempiuto ai propri obblighi di vigilanza, avrebbero potuto individuare e risolvere le criticità sulla strada, potenzialmente evitando l’incidente mortale. Di conseguenza, la responsabilità a titolo di colpa non può essere esclusa, poiché gli interventi omessi avrebbero potuto prevenire l’evento con una ragionevole certezza.

La decisione della Corte di Cassazione sottolinea l’importanza della corretta gestione e manutenzione delle infrastrutture stradali, evidenziando il ruolo cruciale dell’amministrazione committente nella vigilanza e nel controllo delle operazioni di manutenzione. Tale pronuncia rafforza la necessità di un’attenta supervisione da parte delle autorità competenti per garantire la sicurezza delle strade e la protezione dei cittadini.